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07/06/06

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Berretti: "Software as a service? Ecco tutti i miei no" :

Commenti

Lunar

sottoscrivo dalla prima all'ultima battuta.
Blll... le mille bolle blu...
Blll... le vedo intorno a me...
Blll... le mille bolle blu...
che volano
e volano
e volano...

ricambi originali

D'accordo con Berretti. In piu', se il business non li usa (per sicurezza, e questo probabilmente Google lo sa), il target e' il normale utente, che non ne fa un uso intensivo (per assenza di banda larga, per il fatto che alla fine excel arriva gratuito sui pc, ecc ecc). E quindi, prodotto di nicchia?
Secondo me google, facendo certe uscite, si guarda un po' l'ombelico, o meglio, guarda Silicon Valley e dintorni. Io immagino che un'applicazione del genere possa essere utile se sei in giro, hai il tuo palmare piccolino e vuoi fare una cosetta al volo: se la tua città e' coperta da wifi, ti fai la tua macro, provi il risultato, poi torni in aziendi e ti scrivi tutto bene.
Mi sembra strano che tutto cio' Google non lo sappia. E' probabile che loro stiano solo facendo esplorazione. Una volta acquisita la tecnologia, e messa la bandierina, aspetteranno la stagione. Intanto qualche decina di migliaia di utenti userà lo spreadsheet, senza dati sensibili. Probabilmente lo sviluppo non gli e' costato molto. Molto piu' gli costerebbe assicurare sicurezza e affidabilità al livello di business.

Scenario Fine di Mondo: "ehi guarda sono google: ti faccio scrivere e far di conto, e pure leggere la mail" Wow, che fico "ti piacciono i miei programmi?" Si "ecco, questo e' il sistema operativo che li fa girare. perche' non lo installi al posto di quello che hai?"

ricambi originali

Inoltre, chiedo a voi tecnici: quant'e' lungo il passo da un'applicazione che gira in javascript on line, a una che ti puoi scaricare e far girare in locale, anche offline?
Che sia questa la direzione?

Maurizio Goetz

Sono parzialmente d'accordo con l'analisi. Quello a cui stiamo assistendo in tutti i campi del digitale è una dicotomia tra mondo light e mondo rich. Come per la tv esiste una tv ad alta definizione in cui vedi Matrix e non l'intervista a Prodi e poi una tv più light alla YouTube, che se volete possiamo anche non definire tv, ma non è questo il punto. Pariteticamente abbiamo un mondo di servizi per un'utenza professionale che giustamente si terrebbero il file rigorosamente in locale, ma esiste uno spazio per i documenti in condivisione, per un pubblico amatoriale. Di questo ne sono convinto. Anche se non sono assolutamente in grado di dire oggi quanto ampio possa essere il mercato. La mia proposta è quella di congelare il giudizio e aspettare qualche mese per avere qualche indicazione dal mercato e poi potremmo cominciare ad avventurarci in qualche giudizio.
Io sto a guardare.

William Maddler

Rispondo a Fabio.
Premesso che a suo tempo anche io mi espressi criticamente nei confronti delle proposte sul network computing. All'epoca le mie critiche erano legate a due fattori: prestazioni della rete, disponibilita` a trasferire le proprie informazioni "altrove".

Senza alcun dubbio, il capitolo prestazioni si puo` ritenere chiuso (non completamente, visto il digital divide che afflige non poche centrali telefoniche, dentro e fuori le citta`) con l'arrivo delle offerte ADSL2/+ ed il conseguente innalzamento della banda offerta.

Il nocciolo della questione, secondo me, era ed e` tutt'ora la disponibilita` ad accettare un modello di utilizzo completamente diverso da quello cui sino ad oggi siamo stati abituati. Non ci sarebbe piu` il "nostro" computer, con il "nostro" disco e tutto il resto. Non ci sarebbe piu` l'acquisto del PC, ma un fee [1] da pagare per continuare ad usufruire del servizio, o almeno questa era l'idea originale. Certo con la Google-attitude del rilasciare servizi gratuiti, almeno fino ad oggi, certo le cose potrebbero cambiare.
Saro` io che faccio parte della vecchia guardia tecnologica, ma mi sentirei molto a disagio in un contesto di questo genere.
Forse, forse, potrebbe trovare un qualche impiego e far breccia per quanti del PC ne fanno un uso molto sporadico e limitato.

[1] un passo in questa direzione potrebbe, forse, essere rappresentato dai PC "ricaricabili" di Micro$oft. (v. http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/scienza_e_tecnologia/microsoft3/pc-a-pagamento/pc-a-pagamento.html)

Horatio

Abbiamo i nostri soldi in banche virtuali.
Abbiamo messo le coordinate delle nostre carte di credito su svariati
server in giro per il modno.
Partecipiamo alle aste on-line.
I dati dei clienti li mettiamo sui server di SalesForce o altri servizi analoghi.
Usiamo la posta su Yahoo!, Hotmail, ecc. ...

E ci chiediamo se sia sicuro dare a Google i nostri fogli Excel ???

Come diceva Toto', ... ma mi faccia il piacere !!!!

William Maddler

Proprio perche` i rischi sono tanti, diventa ancora piu` importante sapere quali sono, cosa comportano e come difendersi.

giovanni

Però se google, una volta raffinato il suo pacchetto 'google office', vendesse alle imprese dei Google Mini in grado di far girare le varie applicazioni e conservare in modo sicuro i documenti il problema sarebbe risolto.

ricambi originali

Giovanni, era piu' o meno il concetto che ho espresso. Soprattutto, si puo' pensare a applicazioni di rete che girano su server di intranet di una piccola azienda. Rimane pero' il problema: se e' gratis, big G cosa ci guadagna? boh.

Alessio

Caro Alberto,
le tue perplessità sono pienamente comprensibili, la transizione è imponente e ha delle implicazioni massicce. Voglio esprimere però alcune mie perplessità sulla tua esposizione:

- come servizio "free" è naturale che la privacy non sia garantita: uso gmail e, pur da utente privato, vedendo apparire pubblicità "tematizzate" a fianco alle mie mail personali, resto un po' perplesso; altrove, dietro lauti pagamenti, multinazionali intere comprano in outsourcing i servizi tecnologici e tengono i propri dati vitali stipati in chissà quale angolo di mondo, con dei vincoli di privacy tali da non destare alcuna preoccupazione; in quest'ottica domandarsi come faranno le aziende a fidarsi di ciò che oggi google propone alla comunità dei "tech entusiasts" è molto fuorviante
- i vantagggi di un sistema di editing e storage completamente online sulla condivisione delle informazioni in azienda sono potenzialmente incalcolabili, specie considerando l'altrimenti complesso incastro fra online e offline che molte piccole aziende sperimentano;
- da quando esiste il computer, esiste una terza categoria, che si aggiunge all'amministrazione e alla dirigenza nell'avere massima libertà di accesso ai dati: i responsabili CED, IT etc. Costoro, spesso ricevendo paghe medio basse, e spesso non avendo nemmeno mai firmato un contratto di privacy (cosa molto vera specialmente nelle piccole imprese), hanno sottomano dati riservati; addirittura capita che il CED di una piccola impresa, senza alcun contratto esplicito in tema di privacy, sia il negozietto di computer sotto casa!!! una mossa come quella di google tende ad ingigantire questo problema, creando dei knowledge manager globali che possono creare potenziali cortocircuiti disastrosi. Ma qual è l'alternativa? Le aziende cercano soluzioni affidabili ed economiche ai propri problemi, e in quest'ottica la logica del fee mensile per il "pacchetto" tecnologia, è molto più sensata dello smanettone-nipote-del-titolare, del piccolo rivenditore o dell'impiegato CED in nero. Fino a quando il computer resta una materia da professionisti, andremo verso un trend inevitabbile: sempre maggior specializzazione, sempre più concentrata, a costi sempre più competitivi. I piccoli devono ricavarsi altre nicchie o sparire.
- l'indispensabile connessione a internet presente in ogni azienda, assieme alla diffusa incompetenza informatica e all'uso di sistemi operativi mediocri dal punto di vista della sicurezza, pone il capitale di dati aziendali in costante pericolo anche quando risiede fra le mura dell'ufficio; mi fiderei certo più di google che del firewall aziendale a cui per risparmiare l'amministrazione non vuole comprare il pacchetto di aggiornamenti annuali!

Lunar

scusate,
il problema non è quello di avere dati sparsi per la rete in mano a cento soggetti diversi ma quello di avere tutti i dati personali in mano ad un solo soggetto.
A questo aspira google e di questo si discute, credo.
Se qualcuno vuole "consegnarsi" mani e piedi ai ragazzi simpatici di Mountain View, prego, si accomodi.

zetavu

Credo che non solo nessuno voglia consegnare i suoi dati (e consegnarsi così) ai ragazzoni di Mountain View. Ma che valga una sorta di principio di precauzione liberale: che non può funzionare in modo sano un mercato in cui c'è un solo soggetto che assolve ad una funzione vitale.

Maurizio Goetz

Non capisco che differenza ci sia con Flickr, li pubblico le mie foto delle vacanze, non certo quelle più private o relative alla sfera di business.
Chissà mai che sullo spreadsheet di Google non vencano "pubblicate" solo esercitazioni di studenti e nulla più. Comunque l'attenzione sulle problematiche è sicuramente alta, da parte di tutti.

William Maddler

Piccola nota en passant:
Google sta gia` da qualche tempo commercializzando delle appliance per la "ricerca interna aziendale";

Il costo del modello "entry level", se non ricordo male, si aggira attorno a 50.000E. Attualmente offre esclusivamente le funzionalita` di ricerca.

Altra piccola nota per i meno tecnici: gia` da ora esistono numerose soluzioni, anche a bassissimo costo, per il network computing a livello "locale". Ma non credo che il punto sia questo. Il modello proposto da Google, e da Sun a suo tempo, e` basato sul concetto di un server centrale, assolutamente indipendente dai singoli fruitori (privati o aziende che siano). Non facciamo confusione sulle due cose, perche` altrimenti si finisce fuori strada.

Antonello

Il server della mia banca è sicuramente più sicuro del mio pc, anche se uso Linux.
Non amo google, ma non sono d'accordo sul punto di vista espresso dall'articolo in tema di sicurezza.

Maurizio Goetz

Antonello, qui occorre intenderci sul termine sicuro. Un conto è il concetto che probabilmene intendi tu, ovvero relativo ai rischio di violabilità dei sistemi dall'esterno, ma credo che Alberto qui abbia espresso anche altri timori legati alla concentrazione di dati ed informazioni in un unico "fornitore". Questo è oggettivamente un rischio su cui occorre riflettere.

InvernoMuto

Pienamente d'accordo con Lunar sulla consegna motu proprio dei dati personali ad un'unico soggetto.

William Maddler

Antonello, non stiamo ragionando sulla "sicurezza informatica" dei server di Google, ci mancherebbe altro. Nessuno la mette in dubbio. Ma non stiamo parlando di "attacchi" esterni. Parlando di "sicurezza delle informazioni" si ragionava sulla (piu` o meno remota) che Google utilizzi le informazioni presenti sui propri server e ne tragga profitto.

Inoltre, anche io uso Linux, ma la sicurezza non e` intrinseca nel sistema operativo. Non esiste un sistema sicuro, a meno che non lo si renda tale. Certo Linux _puo`_ offrire un maggiore livello di sicurezza rispetto ad altri sistemi operativi, ma il solo installarlo non ne e` garanzia.

Eddy

Berretti "Software as a service" è il futuro e anche Microsoft lo sa.
Tenere dati finanziari sul proprio PC o su di un server gestito da incompetenti è sicuro?
Io mi fido di più di Google o di Salesforce (che uso) del data center della mia banca che è gestito da degli sfigati!
A proposito : i soldi li tiei in casa o li metti presso qualcuno che fa il servizio (banca)?

DIno

visto che per usare G spreadsheet basta un browser, magari venderanno il programma perché le aziende se lo installino nei loro server e poi lo usino internamente.

Fabrizio

Ehi, scusate!
Ma che facciamo?,ancora le paure (tutte italiote) per la "riservatezza dei dati"??!
Ma allora se putacaso oggi mi dicessero "Abbiamo inventato il telefono, il gestore si chiama SIP (o TETI), attraverso delle simpatiche signorine chiamate centraliniste puoi chiamare chi vuoi e dire quello che vuoi a persone distanti anche 1000 km!!", "Cacchio" direi "Che fantastica invenzione!!" (penso che un ragionamento simile lo abbia fatto qualcuno circa una 80ina di anni fa in Italia)....pero', minchia, io manager della FIAT del sen. Giovanni Agnelli (padre) mi chiedo "MA non è che queste cacchio di centraliniste SIP ascoltano di nascosto le mie riservatissime conversazioni d'affari e se le rivendono alla PEUGEOT bastarda??!!", "OK, invenzione bocciata, rimaniamo col telegrafo che ci sono meno pericoli!!"
Amico, ti capisco, ma sei in rete! Come quando telefoni. Ti puo' intercettare chiunque. Vuoi la riservatezza? allora non collegare il cavetto dell'ADSL (o del telefono) e dormi sicuro che nessuno ti frega la pwd della banca! (tranne i topi di appartamento, of course!)

Lunar

Fabrizio,
se volevi parlare con Moggi ti posso assicurare, per quel che mi risulta, che da queste parti non lo abbiamo mai incrociato.

Alessandro Ceccarelli

Carissimo Berretti,
secondo me i fattori sono due e ben distinti.
Il primo, la politica di Google, che rilascia tutto in beta, senza assicurare nulla, tranne qualche generica policy sulla privacy, mescolata allo strapotere che ha ottenuto negli anni (meritato certo) nel web...su questo ti posso dare assolutamente ragione. Neanche io metterò mai i miei fogli di calcolo riservati (personali o aziendali che siano) in un posto dove nulla mi è dovuto.

Il secondo invece è il ragionamento, a mio avviso errato, secondo il quale un PC gestito in autonomia è più sicuro di un application server configurato ad hoc. Quanti utenti hanno installato correttamente antivirus e antispyware? Quanti di loro effettuano regolarmente backup e ne controllano periodicamente l'affidabilità? E se ti rubano il portatile?!? Inoltre non hai mai avuto necessità di accedere a dati condivisi? Hai mai lavorato ad un progetto da casa per poi continuare dall'ufficio ed ultimarlo presso un cliente? Ti porti in giro sempre tutto?

Credo che le applicazioni online sono veramente il futuro della rete, certo non ci sono ancora molte società che garantiscono (anche con risarcimenti) la perdita di dati o la diffusione di informazioni riservate, ma appena questa necessità inizierà ad essere il vero ago della bilancia...beh stai tranquillo che con qualche euro in più si potranno ottenere queste certezze.

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