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Net Flier

sui cellulari 3, come da risposta al tuo blog in cui compariva un link alla trasmissione "report", uno può condividere un video e ricevere sotto forma di ricarica dei quattrini..chiaramente il top del top è rappresentato dal porno amatoriale su cui uno può spendere senza spendere per il proprio cellulare

Mario

caro Vittorio,
la tua rubrica di oggi e alcune precedenti mi spingono a un commento per "spostare un po' più in là" la discussione - come si diceva un tempo.

Sono totalmente d'accordo con la tua analisi, ma discuto l'uso del termine "televisione". Parli di "televisione degli utenti", "televisione pulviscolare", "televisione spezzettata, frammentata, decontestualizzata". Secondo me la televisione "spezzettata, frammentata, decontestualizzata", non è - per l'appunto - più "televisione".

Potrebbe essere una questione da accademia della crusca, puramente terminologica. Ma abbiamo imparato che spesso i nomi sono destini e che usare nomi vecchi per fenomeni nuovi può rischiare di confondere. Non confonde, naturalmente, né me né te, né una gran parte degli aficionados di queste materie. Può invece confondere il pubblico in genere e, in particolare, chi ha scarsa propensione a comprendere i fenomeni nuovi in quanto tali e li interpreta solo come mutazioni di fenomeni precedenti.

La televisione è storicamente un sistema broadcast, unidirezionale, seriale, non manipolabile e generalmente passivo -- se non in alcune integrazioni con il telefono e i telefonini. E', ovviamente, un sistema che produce e si nutre di video. Ma non tutto il video è televisione (vaglielo a dire agli artisti che fanno videoinstallazioni da anni!).

Il video, nella sua essenza è un sistema di comunicazione di immagini dinamiche accompagnate eventualmente da un audio. Il modo con il quale il video è diffuso (non solo "trasmesso") e fruito, può farne cose molto diverse. Se un video - magari originato da una trasmissione televisiva - è riproposto decontestualizzato, destrutturato e magari ricomposto in un ambiente diverso dalla televisione, diventa una cosa diversa.

Se questo è vero, si può parlare di "televisione personale", ancor meno di quanto non si parli di "giornale personale". Ci può essere sul web il privato che si fa, o cerca di farsi, il suo "giornale" e la sua "televisione", ma ciò cui stiamo assistendo è l'esplosione di una comunicazione privato/pubblica diversa, che non è più necessariamente "giornale" o "televisione" ma un qualche cosa d'altro cui ancora non sappiamo dare un nome, per la semplice ragione che non ha ancora una forma.

Questo crea dei problemi di comunicazione sia pubblica (che riguarda in primis noi giornalisti), sia interna al mondo dell'editoria e dell'industria dei contenuti. Non parliamo poi dei problemi che si creano quando discutiamo in particolare, come a me sempre preme, dei particolarissimi contenuti giornalistici.

La "multimedialità" non è, lo sappiamo bene, la giustapposizione di diversi mezzi, ma la creazione di un nuovo ambiente comunicativo dove i diversi mezzi si ibridano e danno vita a narrazioni nuove. Storicamente, in questo momento, questo ambiente è il web, domani chissà.

In attesa di capire meglio che cosa sta succedendo, a che cosa stiamo dando forma, potremmo intanto inventare delle locuzioni meno ambigue e "connotate" per esprimere i nostri concetti. Nel caso in ispecie proporrei un asettico "video" per indicare lo strumento specifico ed eventualmente (ma solo in alcuni casi) quello di "post-televisione" per indicare l'ambiente, il brodo di cultura che accoglie tutto questo. Anche se io, personalmente, eviterei proprio qualunque riferimento alla tv.

red

Penso che la televisione sopravviverà ad internet usando internet ad esempio attraverso i video podcast ... Internet però si stà trasformando anche in un incredibile calderone di contenuti che nascono dal basso (dagli utenti) attraverso siti che gratuitamente permettono l'upload e la pubblicazione di video, foto e scritti (blog) a chiunque ... In questo contesto l'idea della iTv di Apple permetterà di avere i contenuti da internet alla tv attraverso il pc.

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ZetaVu

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